Per gentile concessione alla pubblicazione del Poeta Luciano Somma

Poesie tratte dal volume:" Momenti diversi" - I Edizione 1997

 

 

PERDONATECI

 

Perdonateci

questa  dannata voglia

di vivere in un mondo

a forma di colomba

e non tra fiori finti

perdonateci

se rifiutiamo limiti e frontiere

e trasformiamo

fili spinati in palpiti d’amore

non ci è concesso forse d’impazzire?

Che razza strana

siamo noi poeti

specie che spesso va

controcorrente

volando verso cieli tersi

liberi

perdonateci

per questo nostro osare.

 

 

SIGNORE SCANSACI

 

Il ventre della terra

ha fuochi accesi

che bruciano le ali d’un gabbiano

nell’indifferenza quotidiana

dei silenzi

nasce il desiderio

di cambiare il mondo

coi sognanti programmi

d’infinito

Signore scansaci

dai falsi miti

dai colossi d’argilla

dai presagi barattati

degli alberi

di mele marce

dai Giuda e dai Pilato

dall’odio delle razze

Signore scansaci

da chi ci chiama fratello

nella sala d’attesa del patibolo

per consegnarci al boia

senza uno scrupolo

è meglio che restiamo figli unici

incatenati nella solitudine

nutrendo nel profondo delle anime

l’immenso seme dell’umano credere

Signore scansaci

da quest’incendio

di parole al vento.

 

 

TI SEMBRO’

  

Sembrò l’immenso

quella farfalla

che toccò il tuo fiore

allo sbocciar dell’alba

ne vedesti il colore

rosso vivo

pietra di lava

d’un vulcano acceso

ne godesti

i lapilli d’un amore

che sembrava

promessa d’infinito.

E ti sembrò l’azzurro

senza limite umano

sempre eterno

non ci fu il tempo

di pensare al volo

della farfalla

verso un altro fiore

e quando avvenne

non furono rugiada

le tue lacrime

ma la spina pungente

d’un dolore

che ti sembrò

un macigno insopportabile

che oggi si scioglie

con il primo sole.

 

 

POTEVAMO

 

Potevamo essere

io e te

due voci nel silenzio

un volo di gabbiani

ali nel vento

l’urlo dell’alba

il sorriso caldissimo

del sole

sotto le coperte

ci saremmo scambiati

il desiderio

dei nostri corpi stanchi

ma il gelo dell’inverno

le sue notti

ci hanno divisi

ed oggi siamo di ghiaccio.

 

 

ADESSO

 

Ora che il vento

ha spento il fuoco

che circolava

ardendo nelle vene

e il tempo

lascia il suo segno

nella nostra carne

e nello specchio

sui nostri volti già

le prime rughe

trovami oggi

le parole giuste

dall’enciclopedia

della tua mente

per colmare i lunghissimi

silenzi

dei nostri inverni

sotto le lenzuola

mentre il camino brucia

fino all’ultima pagina

il nostro vecchio libro

di memorie.

 

SCONFITTA


I miei pensieri
urla nel silenzio
fuochi a mare
nel cielo della notte
gli occhi fissi
sul soffitto della stanza
cercano
almeno una risposta
ai mille perchè
che come fantasmi vaganti
danzano
nel loro territorio
sembrano formule
per elaborare speranze
che tuffandosi tra le lenzuola
affondano
nell'abissale vuoto
d'una coatta solitudine.
Con l'alba
un sole più vecchio d'un giorno
riscalderà
il lungo gelo
d'un ibernato senso
di sconfitta.

LUCIANO SOMMA

da L'ALBA DI DOMANI
Edizioni NOIALTRI- Pellegrino(Messina)
Febbraio 2005

 

Indietro 

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile